home
La scuola
Dove siamo
Ammissione
Segreteria
Biblioteca
Attività didattica
Attività di ricerca
Professori
Allievi
Comunicazioni generali
Comunicazioni didattiche
Area download
Pubblicazioni
Eventi
Link

Venosa

Basilicata. Venosa (PZ).
Direzione: M. L. Nava
Coordinamento della attività sul campo: A. Di Noia, P. Macrì.

Nello scorso luglio, a distanza di circa venti anni (foto 1), sono riprese le indagini all’interno del parco archeologico di Venosa. L’area indagata si sviluppa alle spalle del triconco della Basilica interessando tra l’altro uno degli assi principali della viabilità urbana di Venosa, il lastricato stradale che costeggiando a sud il complesso paleocristiano si snoda in direzione dell’anfiteatro (foto 2 - 3), il quale è stato completamente messo in luce. L’area indagata ha confermato per questo settore dell’area urbana di Venosa una continuità di vita, se pure con una diversità di destinazione d’uso delle varie aree della città, che si spinge fino alle soglie del XIX secolo. Alle spalle dell’abside trilobata e sui livelli di abbandono del lastricato stradale, avvenuto tra età tardo antica e alto medioevo, vengono realizzate due fosse comuni ( foto 4 – 5 - 6) -destinate ad accogliere probabilmente le vittime di una epidemia - che si vanno ad aggiungere a quelle già indagate nelle precedenti campagne e che si localizzano ad est dell’odierno scavo. Con i dati finora disponibili si propone per esse una datazione precedente l’XI secolo, momento in cui viene realizzata, in una delle due, una piccola fossa priva di spoglie umane nella quale sono state rinvenute tre monete bronzee ascrivibili all’XI secolo d. C. (foto 7). La conversione ad area cimiteriale di tutto il settore alle spalle del complesso paleocristiano viene confermata anche dal rinvenimento di numerose sepolture monosome (foto 8 – 9) entro fosse o cassa litica (foto 10) che occupano tutta l’area, tagliando in alcuni casi le strutture murarie già rasate e fuori uso (foto 11). Un lungo periodo di abbandono di tutta l’area, con conseguente perdita di memoria della destinazione cimiteriale della stessa, deve essere subentrata, se le testimonianze riprendono solo tra XVI e XVII secolo con strutture di tipo abitativo-produttivo (foto 12). Strutture murarie, in un caso con annessa fornace (foto 13), si impostano infatti su i livelli di abbandono delle fosse e della necropoli. È probabilmente da imputare ad un evento naturale, quale un terremoto, il crollo di questi edifici. Negli strati di crollo, infatti, è stata rinvenuta una moneta d’argento datata 1688 (foto 14), anno in cui le cronache cittadine riferiscono di un devastante terremoto. È, infine, da collocare agli inizi del XIX secolo l’ultima frequentazione dell’area da riferire ad una conversione agricola dell’area in questione. Nelle catacombe sono proseguiti i lavori di restauro (foto 15 - 16)


foto 1


foto 2


foto 3


foto 4


foto 5


foto 6


foto 7


foto 8


foto 9


foto 10


foto 11


foto 12


foto 13


foto 14


foto 15


foto 16

La scuolaDove siamoAmmissioneSegreteriaBibliotecaAttività didatticaAttività di ricercaProfessori Allievi
Comunicazioni generaliComunicazioni didatticheArea download
PubblicazioniEventiLinkArea riservata