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Rischio esplosione nei laboratori chimici
Nei laboratori chimici si trovano normalmente, per esigenze di analisi, numerose sostanze infiammabili o combustibili in “piccole quantità”, contenute in recipienti normalmente chiusi e che vengono aperti solo durante le specifiche attività di analisi. Poiché l’innesco può essere originato, oltre che da apparecchiature ed impianti elettrici anche dalla presenza di fiamme libere (esempio bunsen) e superfici calde (fornelli, stufette, ecc.), le norme CEI 31-35 elencano alcune misure atte a rendere il luogo non pericoloso cioè luogo in cui non si prevede la presenza di una atmosfera esplosiva per la presenza di gas, in quantità tale da richiedere provvedimenti particolari per la realizzazione, l’installazione e l’impiego dei Prodotti (apparecchi, sistemi di protezione, dispositivi, componenti e relative combinazioni come definiti nel DPR 126/98, art.1) nè l'obbligo di eseguire la valutazione del rischio esplosione di cui al Titolo 8 bis - PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE del D.Lgs.626/94. Qualora non fosse possibile osservare le misure previste si renderà necessario classificare le zone in base alla norme CEI e verificare se l'impianto elettrico e le apparecchiature presenti in laboratorio hanno caratteristiche adeguate.
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