Come si fa la tesi di laurea

 

indicazioni e norme metodologiche

 

 

 

ad uso dei laureandi di filosofia teoretica e di bioetica

 

 

 

 

 

 

 

 

1. L 'itinerario metodologico della tesi

 

A - Lo studente che intenda chiedere - preferibilmente all'inizio o al termine del corso ufficiale di Filosofia teoretica - la tesi di laurea, è invitato a presentare al docente un appunto nel quale siano individuati gli autori, gli argomenti, le problematiche di maggiore interesse, con l'indicazione dei relativi libri letti di recente, corredata delle impressioni riportate.

Gli studenti del corso di laurea in Lingue, tengano presente fin dall'inizio che l'argomento della tesi dovrà essere attinente all'ambito culturale relativo alla lingua quadriennale.

 

B - Il lavoro di ricerca e di definizione dell'argomento della tesi deve mettere capo alla elaborazione sia pur provvisoria

a) di uno schema di svolgimento nel quale siano indicati i momenti essenziali, cioè le idee-base (ciascuna delle quali poi darà vita a un corrispondente capitolo) attraverso le quali si snoderà la trattazione dell'argomento della tesi;

c) dell'elenco delle fonti primarie e secondarie (o indirette), sulle quali si intende lavorare;

b) di una essenziale bibliografia critica di riferimento, sulla cui base lo studente giunga a realizzare un primo schedario di orientamento e a inquadrare, pur se per linee essenziali, lo status quaestionis dell'argomento prescelto.

 

C - I dati raccolti dovranno essere esposti in una Relazione preliminare da presentare al docente-relatore, unitamente alla segnalazione di eventuali testi di difficile reperimento, per i quali si richiede l'intervento delle strutture universitarie (richiesta di autorizzazione del relatore).

 

D - All'inizio di ciascun capitolo, il laureando definisca un preciso percorso logico (o sommario), attraverso il quale chiarifichi a se stesso:

a) quale idea-base, formulata in termini rigorosamente definiti,  intenda trattare, sviluppare, documentare nel capitolo;

b) attraverso quali passaggi concettuali, elencati in progressivo ordine logico, intenda sviluppare quella idea-base;

c) con quali citazioni testuali (cioè tratte dalle fonti) intenda documentare ognuno di quei passaggi concettuali;

d) quali titoli della bibliografia critica essenziale intenda prendere in esame a titolo di supporto (positivo o critico) delle sue argomentazioni.

 

E - Lo studente tenga costantemente presente che:

a) ogni affermazione dev'essere documentata o con citazioni testuali, o almeno con il rinvio alla fonte;

b) per nessuna ragione sono consentite affermazioni gratuite (cioè non documentate) o generiche.

 

F - Il testo della tesi dev'essere elaborato in modo che risulti assolutamente chiara la distinzione tra il pensiero dell'autore studiato e le riflessioni dei suoi critici o del laureando.

Di norma, le considerazioni critiche del laureando è opportuno che siano organicamente raccolte in un ultimo capitolo di "Conclusioni".

 

G - Lo studente controlli che ciascun periodo sia di senso compiuto, e non resti sospeso (non si ammettono anacoluti).

I periodi non siano né brevissimi (come i "pensierini" degli alunni delle scuole elementari) né smodatamente lunghi e complessi, col rischio di diventare involuti.

Si ricordi che la subordinazione delle proposizioni può essere interrotta, senza iniziare un nuovo periodo, ricorrendo al punto e virgola.

Nella misura consentita dalla natura del discorso, si preferisca la coordinazione alla subordinazione.

 

H - Verificare ripetutamente e con la massima attenzione:

a) la correttezza grammaticale e sintattica (attenzione all'uso dell'apostrofo con l'articolo indeterminativo (!) e degli accenti - distinzione tra copula e congiunzione!!);

b) l'uso adeguato della punteggiatura;

c) la correttezza della consecutio temporum;

d) l'uso corretto del congiuntivo.

Per ragioni fin troppo evidenti, il docente non firmerà tesi di laurea contenenti errori di ortografia, di grammatica o di sintassi.

 

 

I - Unitamente alle prescritte copie della tesi, il laureando è invitato a preparare, in dieci copie dattiloscritte, una sintetica presentazione della tesi ad uso della Commissione di laurea, indicando:

a) titolo della tesi e le proprie generalità - b) corso di laurea e insegnamento ufficiale di afferenza - c) relatore della tesi e data della discussione - d) illustrazione del contenuto: non più di dieci righe - e) l'indice-sommario

 

 

L - La redazione definitiva della tesi di laurea dovrà essere conforme alle "Norme bibliografiche per i laureandi" pubblicate nella parte seconda della Guida dello studente.

 

 

 

2. Consigli e suggerimenti relativi

alla definizione dell'argomento.

 

 

* Importanza della scelta e della sua graduale formulazione attraverso una definizione sempre più consapevole e personalizzata del piano di studio.

 

* Il tema dev'essere adeguato, di una fondamentale utilità e spendibilità anche in vista delle prospettive occupazionali, lavorative o - eventualmente - di ricerca scientifica.

 

* Dev'essere proporzionato alle possibilità di luogo, di tempo, di persone, di mezzi.

 

* E' da sconsigliare, come inopportuna per chi si accinge a una prima esperienza di lavoro scientifico (quale è, di norma, una tesi di laurea), la scelta di un tema

a) esclusivamente polemico o negativo;

b) che riguardi persone o movimenti di pensiero oggetto di fortissima attenzione e accese discussioni, con risvolti personalistici (dove abbondano gli scritti e scarseggiano i documenti: per esempio, i rapporti di Heidegger col nazismo);

c) che riguardi questioni o problemi di attualità ancora in discussione, o situazione di persone viventi che implichi una valutazione morale.

Le ragioni di tale esclusione sono sostanzialmente:

a) uno studioso principiante non è in grado di affrontare, con adeguata cognizione di causa, tali discorsi nonché le inevitabili polemiche che ne deriverebbero, pur soltanto in sede di esame di laurea;

b) la scelta dell'argomento della tesi, che riassume in qualche modo la personalità culturale del candidato al termine del curricolo di studi universitari, non può essere determinata dalla moda del  momento.

 

 

 

3. Ricognizione dello stato della ricerca sull'argomento.

 

 

E' necessario

a) allargare e approfondire l'informazione precedente;

b) preparare una raccolta proficua e oculata del materiale;

c) assicurarsi che il tema non sia già stato trattato, oppure - in caso contrario - da chi e in quali termini e con quale esito critico.

Questa ricognizione avviene attraverso la consultazione di

- enciclopedie

- manuali scientifici

- opere generali

- monografie

- repertori bibliografici

- riviste specializzate

Il punto di partenza per la conoscenza dello stato attuale della ricerca è dato dalla consultazione di una enciclopedia. Da essa si ricaverà, oltre che una succinta informazione sul tema scelto, anche l'indicazione dei manuali scientifici, delle opere generali e della monografie che trattano il tema.

 

 

4. Raccolta del materiale

 

 

A conclusione di questo lavoro, si procederà alla raccolta del materiale, attraverso

a) la compilazione di un elenco completo e una prima sommaria schedatura delle "fonti";

b) la compilazione di un elenco, il più possibile completo, della letteratura primaria e delle voci più rilevanti di quella secondaria

c) la schedatura delle fonti e della letteratura critica: cioè, il prender nota di quei passi che interessano il tema scelto, con l'aggiunta di qualche nota critica

 

Il passo successivo è dato da una prima attenta lettura delle fonti; al riguardo, si tengano presenti alcune osservazioni:

a) circa la distinzione tra "fonti" e "letteratura critica": "Quello che in un dato caso debba essere considerato come fonte dipende dal relativo oggetto di ricerca e quindi dalla concezione del tema e della questione" (E.Bernheim);

b) si segnano le pagine e i paragrafi che interessano il tema scelto;

c) si perviene a un'idea approssimativa dell'estensione che potrà avere il lavoro;

d) si ipotizza, pur se provvisoriamente, un possibile schema di svolgimento del lavoro, individuando i capitoli (almeno quelli essenziali);

e) la fonte va letta nella lingua originale, anche eventualmente aiutandosi con una buona traduzione, costantemente verificata sull'originale;

f) la lettura dev'essere accompagnata dalla riflessione: sul titolo dell'opera, sulla sua struttura, sullo sviluppo contenutistico e logico; si annotino scrupolosamente i passi oscuri o poco chiari, i punti di critica e di dissenso su cui ritornare con il relatore sia per chiarificare che per formulare approfondire e argomentare il dissenso;

g) si elabori infine uno schema dettagliato di ogni singola opera

 

Si tenga presente che uno dei risultati maggiormente rilevanti della riflessione personale concomitante alla lettura delle fonti è dato da una ricognizione approfondita della validità della scelta dell'argomento, della sua prospettiva ed estensione, della sua stessa opportunità.

Questo lavoro tuttavia rinvia continuamente alla redazione delle schede e alla realizzazione dello schedario calibrata sul progetto - provvisorio o definitivo – del lavoro di tesi.

 

(Le indicazioni relative alla realizzazione e alla gestione dello schedario saranno date nella II parte di queste Norme)

 

 

 

 

 

 

Appendice.

Consigli ai laureandi in filosofia

 

 

 

* A differenza di ogni altra disciplina, che per definizione è sempre settoriale e la cui comprensione è progressiva, l'intenzionalità caratteristica della filosofia è di proporsi come un sapere totale, e di conseguenza la sua comprensione si definisce secondo una dinamica globale.

 

** La comprensione della filosofia è, pertanto, per sua stessa natura:

a) differita (non può mai esaurirsi in un singolo atto intellettuale)

b) in fieri (mai compiuta, ma costantemente rinvia a una ulteriorità inesauribile)

Non si dimentichi che la ricerca filosofica si risolve in una inesauribile ermeneutica, che costituisce il più efficace baluardo contro ogni forma sia di dogmatismo che di scetticismo.

Nello studio della filosofia si esprime la più alta forma di libertà dell'uomo.

 

*** Al di là della pur necessaria terminologia tecnica, non bisogna mai perdere di vista che ogni problema filosofico - che sia autentico e non una forma di patologia del pensiero - appartiene all'esperienza di ogni uomo in quanto tale.

 

**** Essere attenti a ricondurre lo sterminato ambito della conoscenza filosofica ad alcuni quesiti di base:

a) quale è il problema fondamentale di questo filosofo? Cioè: come può enunciarsi la costruzione della sua domanda filosofica?

b) come - cioè: da quale esperienza esistenziale - esso nasce?

c) a quale risposta il filosofo giunge (nel caso che giunga, perché è tipico dei grandi filosofi radicalizzare la costruzione della domanda piuttosto che offrire risposte).

d) nella formulazione della risposta, a quale dei suoi predecessori egli si riallaccia, e a chi offre lo spunto per un ulteriore approfondimento del problema?

 

***** Non trascurare mai un accurato inquadramento storico-culturale (che significa: anche e soprattutto biografico) di ciascun filosofo, collegandone la figura alla temperie del suo secolo e alla sua opera più significativa.

 

****** Ricorda che, nonostante appaia sconfinata e complessa, la filosofia si sviluppa e si definisce secondo strutture speculative molto semplici, addirittura schematiche, le quali ritornano puntualmente in ogni epoca culturale e in ogni esperienza di pensiero, e consentono di orientarsi agevolmente nella selva dei diversi pensatori.

Esse si collegano alle due forme del cominciamento del pensiero, che si sono espresse nella filosofia occidentale: cominciamento realista (emergenza dell'essere sul pensiero) e cominciamento immanentista (emergenza del pensiero sull'essere).

 

******* Sul piano pratico, chi si avvicina allo studio della filosofia deve in particolare:

- essere paziente, non pretendendo di cogliere subito la complessità d'un pensiero, accettando la gradualità del processo di comprensione;

-cercare la chiave di verità d'una filosofia, oltre che nell'esperienza esistenziale del filosofo, nel ripensamento che di essa è stato fatto in epoca contemporanea (per esempio: chi ha penetrato a fondo Parmenide ed Eraclito è stato Heidegger, e l'istanza ultima che ha guidato la riflessione di Heidegger va cercata nei frammenti di Parmenide e di Eraclito),

- liberarsi dalla pretesa di ridurre tutto alla chiarezza della "ragione" (dogma del razionalismo), ma mettere in conto un incontro sempre più intenso e profondo con la dimensione del "mistero", dell'indicibile, dell'inesauribile ulteriorità,

- cercare il segreto della comprensione d'una filosofia soprattutto nella analisi del linguaggio del filosofo, cercando di giungere alla definizione semantica dei suoi termini fondamentali: per comprendere fino in fondo un filosofo è necessario giungere a parlare il suo stesso linguaggio per pensare nelle sue stesse categorie. Bisogna cioè ripeterne la situazione originaria.

 

******** Corollario ovvio dei consigli precedenti, è la necessità di avvicinarsi ai singoli filosofi eliminando decisamente qualsiasi mediazione: sia le traduzioni che la letteratura critica. La precedenza assoluta spetta a un approccio diretto all'opera in lingua.

Soprattutto in filosofia, limitarsi alle traduzioni significa rassegnarsi a un fraintendimento di fondo dell'autore studiato.