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La dott.ssa Laura
Scrano, phD in Fotochimica
industriale presso l'Università
Claude Bernard a Lyon 1,
Francia è ricercatore
presso il Dipartimento di
Scienze dei Sistemi
Colturali, Forestali e
dell'Ambiente, facoltà di
Agraria, Università degli
Studi della
Basilicata.
L'interesse
scientifico della dott.ssa Scrano è stato ed è rivolto
soprattutto allo studio dei problemi legati alla salvaguardia
dell'ambiente agricolo da quegli eventi esterni ed interni che spesso ne
causano il degrado.
In
particolare, studia le
proprietà che consentono ad
alcuni minerali argillosi di
trattenere molecole
organiche presenti nel
suolo, fra cui alcuni
erbicidi dell'ultima
generazione e di come i
costituenti del suolo
(sostanza organica e
minerali argillosi)
influenzino il processo di
degradazione fotochimica. Inoltre,
nell’ottica di migliorare
la base scientifica dello
sviluppo degli indicatori
dei rischi ambientali dovuti
alla presenza di agenti
inquinanti nonché di
definire, attraverso
opportuni test di
laboratorio, quali
metodologie alternative a
quelle già in uso possano
consentire un rapido
risanamento dei corpi idrici
anche immettendovi reflui
“puliti”, la dottoressa
ha perfezionato la sua
indagine sui meccanismi di
degradazione fotochimica di
alcuni erbicidi e di
idrocarburi, in presenza di
polveri di semiconduttori e
flussi di ozono,
identificando i relativi
prodotti di neoformazione
(sia in fase liquida sia su
supporti adsorbenti) e
testandone la tossicità (microtox,
daphnia magna, fitotest). In
tale attività la dottoressa
si avvale della
spettrometria di massa, con
o senza interfacciamento ad
un cromatografo liquido o
gassoso, e, negli ultimi
mesi, della spettrometria di
massa ciclotronica su cui ha
potuto fare esperienza anche
presso la GSF,
Institut für Ökologische
Chemie, Neuherberg, Germania.
Quest’ultima
tecnica consente di ampliare
notevolmente le possibilità
di riconoscimento di
molecole a struttura ignota
ed è attualmente adoperata
per lo studio del destino
degli inquinanti nei mezzi
porosi naturali, di capirne
le vie di degradazione e di
identificare gli intermedi
di reazione che si formato a
causa di agenti biotici ed
abiotici. L’esperienza
all’estero ha favorito il
confronto con altre realtà
di ricerca e l’attivazione
di percorsi comuni di lavoro
per future collaborazioni.
In
breve le linee di ricerca
sono:
1.
Studio delle vie di
degradazione e
trasformazione di moderni
fitofarmaci in fase liquida
ed in fase adsorbita (suolo,
sostanze umiche, minerali
argillosi, zeoliti,
ciclodestrine) e test di
tossicità,
2.
Studio degli effetti
della contaminazione da
petrolio nel suolo e metodi
ultrasensibili per la
caratterizzazione dei
composti petroliferi
eteroatomici,
3.
Determinazione della
qualità e di metaboliti
secondari con
caratteristiche salutistiche
in alimenti di origine
vegetale.
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